Autismo e Tai Chi Chuan

In questi anni, durante l’insegnamento in classe di Informatica, ho avuto modo di approcciarmi a molti ragazzi con bisogni educativi speciali o con disturbi specifici dell’apprendimento, quali discalculia o dislessia grafica.

Stanno aumentando rapidamente i casi in cui i ragazzi presentano difficoltà nelle abilità sociali, comunicative e comportamentali.  Vengono “raccolti” in una parola, Autismo, che vuol dire molte cose ma soprattutto fa tanta paura ed è soggetto a svariati e terribili pregiudizi. In un recente studio USA del Centers For Disease Control nel 2018 si stima che 1 su 59 presenta una prevalenza autistica.

Spesso la prima cosa che si sente dire è: “Vieni via! Quel ragazzo è agitato, crea problemi.” aumentando isolamento e chiusura verso chi ha un modo differente dal nostro di relazionarsi agli altri.

Questa estate, durante le serate di pratica all’aperto di Tai Chi Chuan e Qi Gong al Parco Giochi Bimbi a Borgo a Buggiano (PT) tra i tanti bambini che hanno partecipato uno di loro mi colpisce più degli altri.  Era qui in Italia in vacanza, ha svolto con noi solo tre incontri, ma di una intensità fuori del comune. A settembre compirà 7 anni.
La prima sera sono un bel gruppetto. Lui cammina e si muove nervosamente, non parla, non guarda nessuno negli occhi, neanche la mamma nè gli altri bambini con cui è arrivato. Sembra arrabbiato ed è un pò scontroso ed oppositivo. Anzichè parlare emette suoni striduli. E’ molto teso e tutto quello che gli dicono gli altri non lo rasserena, anzi.
Nei primi esercizi che eseguiamo, si pone in modo completamente opposto ai nostri, salta quando siamo fermi, si gira a destra se noi siamo a sinistra, guarda fisso per terra ma li fa, a modo suo, nelle sue direzioni e nelle sue tempistiche, ma li fa.  E io lo lascio esprimersi. Mostro le posizioni, indico il respiro, correggo gentilmente la postura. E lascio respirare. Seguire il respiro gli piace moltissimo.

Ascolta con una grande sensibilità ed è molto dolce.

Nel suo muoversi rispetta gli spazi altrui e poco a poco alza lo sguardo da terra e inizia a sorridere. Quella serata abbiamo eseguito alcuni dei 24 Esercizi Taoisti, l’inizio della Fighting a mani nude e l’inizio della Forma di Spada.
Il silenzio pieno di ascolto e di rispetto con cui il Tai Chi viene eseguito è molto rilassante per tutti. Nessuno gli dice più cosa deve fare. Ognuno fa.

A fine serata quando vanno via con famiglia e amici, lui ha un ritmo completamente differente, cammina con gli altri totalmente presente e calmo, rilassato e al mio saluto e alla domanda se ci si vedrà la prossima settimana mi guarda negli occhi e mi dice “Ta”, “Sì”.
Al secondo incontro mi si avvicina, timido, ma con un gran sorriso. Gentilmente ci abbracciamo e ci godiamo la serata: Esercizi Taoisti e la Forma di Bastone. Stavolta non è mai oppositivo, anzi, tiene il ritmo e il suo sguardo volge verso tutti.
La sua gioia è tangibile, il suo sorriso contagioso.
La terza ed ultima serata ripeteva con me i nomi degli esercizi che praticavamo, dei piedi, dei gomiti aperti ed è stato un piacere immenso sentirlo gioire dentro e fuori.

La sua mamma, dopo questa esperienza mi ha inviato  delle foto e mi ha scritto per messaggio queste parole:
E’ stata per noi una grande e bellissima esperienza.
Era sempre sereno quando andava via.
Gli ha fatto molto bene non me lo aspettavo che fosse così aperto…
Io non gliel’ho detto però è autistico. Appena ora impara a parlare. Prima era molto chiuso. D
ovrebbe esserci il Tai Chi Chuan anche da noi, di sicuro lo porterò perchè ho visto che gli piace.

Grazie di cuore. “

Con il Tai Chi Chuan il contatto e l’apertura sono possibili. Possiamo imparare molto dall’ascolto degli altri e di noi, superare le nostre paure, sconfiggere pregiudizi e accogliere gli altri, ottenere una aumentata creatività e una comunicazione energetica vitale. Ogni istante.

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